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Questo è il racconto del viaggio invernale di Anna che ha visitato Umago, nella penisola istriana e Trieste dove ha festeggiato l'ultimo giorno dell'anno.

Umago è una piccola cittadina che si affaccia sull'Adriatico, parte della penisola d'Istria. E' questa la prima tappa del nostro viaggio invernale, qui trascorreremo due giorni di relax e coccole prima di fare rientro in Italia per l'ultimo giorno dell'anno, precisamente a Trieste. Non c'è traccia del freddo polare che ci aspettavamo di trovare, ed oltre al finestrino scorrono paesaggi soleggiati in cui prevale la vegetazione tipica della macchia mediterranea.

Attraversiamo un paesino fatto di strade strette tortuose e casette rurali, dove si trovano un solo panettiere, una sola scuola ed una sola edicola. Non tardiamo molto ad accorgerci che questi luoghi “vivono” in virtù dell'estate, periodo in cui ondate di turisti riempiono ogni spiaggia della zona. Umago è una cittadina tutt'altro che invernale, ed in questo periodo a farla da padroni sono i gabbiani e il mare vero, non soffocato da lettini, ombrelloni, asciugamani e secchielli. Arriviamo alla zona dei resort, chiaramente in contrasto con l'anima rurale del paese. Le targhe delle auto nei parcheggi suggeriscono che tantissimi italiano scelgono questa meta per le vacanze natalizie; seguono a ruota gli austriaci, i tedeschi e gli sloveni. Dopo aver effettuato il check-in ed aver apprezzato il buon gusto che caratterizza la hall, ci precipitiamo in stanza per cambiarci e fare un tuffo in piscina. Purtroppo l'acqua fredda ci fa desistere e optiamo quindi per la spa. Al contrario delle camere, essa è di recente costruzione e le luci soffuse sui toni del viola e del blu la rendono un ambiente suggestivo – ma non del tutto rilassante. Le dimensioni ridotte di sauna e bagno turco, unite al caos di asciugamani ed accappatoi lasciati in ogni dove, contribuiscono a dare la sensazione che la spa sia sottodimensionata rispetto al numero di camere. Inoltre, è doveroso segnalare che l'accesso non è consentito con il costume da bagno, e che l'intero resort è solo per adulti. Nella stessa struttura si trova infatti un casino, dove trascorreremo la serata tentando la fortuna.

La seconda parte del reportage di Vittoria Carloni, partita per le Fiji, la Nuova Zelanda e l'Australia con un viaggio avventura per teenagers durato 3 mesi

Tante docce e lavatrici dopo, avevamo fatto le valigie per andare l’isola di Naviti, a Nord. Il viaggio in barca è durato quattro ore, ma all’arrivo concordammo che la nausea e il mal di mare erano valsi la pena. Siamo attraccati a 20 minuti dal villaggio di Somo Somo, dove avremmo dormito nelle tende per una settimana. Quel posto è ancora oggi la mia parte preferita del viaggio. I primi tre giorni a Naviti li abbiamo trascorsi studiando per prendere la WFA, ossia il certificato per primo soccorso. Eravamo tutti contenti che non si trattasse di essere rinchiusi in una classe per ore, dato che eravamo tutti nel nostro anno sabbatico e nessuno avrebbe voluto avere delle vere e proprie lezioni. L’istruttore ci spiegava parte del corso e poi noi dovevamo far finta di aver avuto quella specie di incidente ed essere curati dai nostri amici. Il tutto è stato reso migliore da sangue e ferite finte e dal fatto che eravamo in riva al mare.  Dopo la “lezione”, di solito giocavamo a pallavolo, andavamo a fare kayak o snorkeling nelle acque tropicali. La sera invece ci sedevamo tutti sul portico a bere kava o a raccontarci storie e a guardare il cielo stellato. La luna e le stelle erano così luminose che, quando il generatore della luce si spegneva alle 21:30, si riusciva ancora a vedere tutto chiaramente. Finito WFA, il giorno seguente abbiamo proseguito sull’isola Yasawa per fare un’introduzione di immersioni. Si trattava di un’isoletta con un hotel di lusso ed è stato strano tornare alla civiltà, anche se per poche ore. La cosa più strana fu avere delle docce calde e specialmente entrare in un bagno profumato, dove c’era un vero e proprio sciacquone e non le bio-toilets.

La prima parte del reportage di Vittoria Carloni, partita per le Fiji, la Nuova Zelanda e l'Australia con un viaggio avventura per teenagers durato 3 mesi

Quella sarebbe stata l’ultima mattina in cui avrei visto la mia famiglia nell’arco dei successivi tre mesi, quindi nel nostro saluto ci fu un po’ di malinconia. Appena salita sull’aereo però, fui avvolta dall’eccitazione di conoscere la mia nuova famiglia, con la quale avrei condiviso esperienze incredibili. Già sapevo che questo sarebbe stato il viaggio della mia vita.

E così, la sera del 10 settembre, dodici perfetti sconosciuti si sono incontrati all’aeroporto di Los Angeles ed imbarcati per un volo di undici ore, ignari di quello che li avrebbe aspettati una volta atterrati.
I nostri group leaders ci aspettavano a terra, a Nadi, nelle Figi occidentali. Già dal primo giorno ci hanno avvisato che le Figi sarebbero state la parte più estenuante del nostro viaggio, sia mentalmente che fisicamente.
Ora che ripenso al viaggio che ho fatto, posso concordare con loro. Comunque, solo i primi giorni sono stati difficili e l’idea di tornare a casa non mi è mai passata per la testa, perché guardandomi intorno avevo subito capito quanto fossi fortunata a trovarmi in questo paradiso tropicale.

Tanti viaggi in uno, questo potrebbe essere il sottotitolo dell’incentive NTS Informatica in Sudafrica organizzato da The Travel Family.
Come conciliare altrimenti luci e colori dell’Africa con un pizzico di old british e l’inconfondibile stile olandese se non nell’inafferrabile (e inarrivabile) Cape Town?

La scoperta della città arcobaleno è stata una sorpresa per la natura da cui è circondata, niente affatto scontata in una città di alcuni milioni di abitanti, anche se in Africa, e per lo stile di vita che ci ha proposto, molto più tranquillo e rilassato di quanto siamo abituati nella nostra quotidianità.

Come primo articolo per il nostro blog vogliamo raccontarvi una delle ultime esperienze di viaggio che abbiamo vissuto in prima persona; ecco il diario di viaggio di Nicolas, che è partito per un tour delle città imperiali del Marocco... Un paese di forti contrasti, in cui moderni edifici d’ispirazione occidentale convivono con l’anima più tradizionale e conservatrice della medina.

Le città imperiali del Marocco sono quattro: Rabat, Meknès, Fès e Marrakech. Il sostantivo "imperiale" è dovuto al fatto che queste città, nel corso dei secoli, sono state scelte come residenze ufficiali dalle varie dinastie di regnanti. Questo ha inevitabilmente aumentato il fascino di questi luoghi, grazie soprattutto ad importanti interventi architettonici.

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Il viaggio è sempre stato un modo per ritrovarsi insieme lontani dagli impegni quotidiani del lavoro e della scuola. La definirei un'evasione di gruppo; un modo unico per conoscersi e crescere, figli e genitori, uniti dal piacere della scoperta di nuove situazioni, culture e persone.

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